Quando necessità imprenditoriali e ricerca accademica si incontrano, i risultati non possono che essere vantaggiosi. Una collaborazione tra Cartiere di Trevi, Università degli Studi di Perugia e Gruppo Fomat ha permesso di avviare un progetto di grande respiro che ha portato a importanti risultati nel controllo dei costi e nel controllo qualità.
Collaborazione tra istituzione e industria
Dal mondo industriale si levano spesso lamentele sulla scarsa aderenza delle istituzioni accademiche alle problematiche dell’universo produttivo. A Perugia, invece, presso le Cartiere di Trevi, è stato realizzato un progetto che ha visto la collaborazione tra mondo istituzionale e industriale.
L’obiettivo era l’applicazione di un sistema che potesse monitorare i parametri di efficienza energetica, ma anche fornire uno strumento di lettura e di valutazione dei cambiamenti e delle modifi che via via introdotte nel sistema continuo di produzione, con particolare riguardo alla sezione di cogenerazione.
I soggetti
Le Cartiere di Trevi (PG), fondate nel 1960, hanno sempre attuato una politica di sviluppo tecnologico mirata alla capacità di offrire prodotti di qualità e rispondenti alle effettive richieste del mercato. Oggi, grazie alla scelta tecnica di dotarsi di apparati produttivi flessibili, la produzione si attesta in sessantamila tonnellate annue ripartite su cinque tipologie di carte e cartoni (Prodotti - Cartiere di Trevi). La Fomat è una realtà che riunisce sotto un unico marchio tre diverse aziende Fomat Aerothermic, Fomat Technologies e Fomat Automation, con una solida esperienza nella produzione di impianti e sistemi per il settore cartario.
Nel caso specifico, Fomat Automation ha provveduto alla fornitura del sistema di controllo qualità (QCS), del sistema di controllo distribuito (DCS) e dei sistemi di gestione hardware e software per l’automazione. Il sistema di controllo qualità si avvale di sensori in scansione sul foglio di carta atti a rilevare caratteristiche della stessa. In particolare presso le Cartiere di Trevi sono installati un sensore di grammatura a rilevazione di raggi Beta e uno di umidità a microonde.
Il progetto è stato gestito dall’ing. Paolo Frateschi, responsabile della divisione Sistemi della Fomat Automation presso la quale opera dal 2002 che ne ha seguito tutte le fasi di avanzamento e implementazione. L’Università di Perugia, attiva sul territorio dal 1986, comprende, oltre a facoltà umanistiche e tecniche, anche la facoltà di ingegneria con diverse specializzazioni: ingegneria elettronica, meccanica, dei materiali, per l’ambiente e il territorio, telecomunicazioni.
La facoltà partecipa attivamente dal 2001
La facoltà di ingegneria ha partecipato attivamente al progetto fin dal 2001 attraverso una convenzione diretta dal prof. Umberto Desideri e prof. Stefano Saetta. Il progetto ha visto la partecipazione di dottorandi presso la facoltà d’ingegneria dell’Università degli Studi di Perugia che ha permesso la continuità del progetto e il suo compimento nel corso degli ultimi due anni attraverso la disponibilità e la competenza dell’ing. Emanuele Garroni, libero professionista, perugino, laureato con indirizzo elettronico e titolare, presso la stessa facoltà, di un dottorato di ricerca con tema «Cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica».
Gli interessi professionali, che gravitano nel settore delle fonti energetiche rinnovabili, hanno consentito a Emanuele Garroni di identificare il tema del consumo energetico, di grande importanza in tutti i comparti del mondo produttivo, ma fondamentale nel mondo della produzione della carta. Infine, altre aziende si sono occupate della realizzazione del software di postelaborazione e che si occupano della manutenzione della rete di raccolta dati ... Apri il file in versione .pdf "In cartiera i flussi energetici sono sotto controllo"